zaia contro galan? (da Affari Italiani 06-09-2009)

Dopo anni in cui è evidente l’incongruità del panorama politico italiano e la necessità di un chiarimento e di un rimescolamento in vista delle elezioni regionali Piero Fassino ha finalmente compiuto un passo di chiarezza. Dopo anni di fiero e coerente antiberlusconismo, l’ex segretario dei Ds ha infatti proposto al governatore uscente Giancarlo Galan un’alleanza, tutta giocata in chiave anti Lega Nord, tra PD UDC e PDL per governare la regione Veneto. Non v’è dubbio, una grande novità politica.

 Ma a chi gioverebbe questa scelta? Proviamo a discernere.
A Galan sicuramente gioverebbe il non dovere contendere con i leghisti prossimi a diventare primo partito la poltrona di Governatore; a Fassino o agli esponenti locali del PD sicuramente farebbe comodo vincere le elezioni senza dover battere il PDL. E all’UDC, che finalmente vedrebbe non più frustrato quel ruolo di cerniera tra i due poli cui da sempre aspira.
In pratica, Galan, uno dei dipendenti più in vista di Publitalia, tra i principali fondatori di Forza Italia e presidente del Veneto dal 1995, verrebbe confermato rompendo uno scenario di alternanza bipolare centrosinsitra-centrodestra che perdura dal 1993, in una logica di “quasi unità nazionale” per arginare il potere leghista.

Ma se a parole la proposta può avere un senso grammaticale è nei fatti e nell’analisi politica che appare sconclusionata. E alcune domande inevitabilmente sorgono spontanee.
In primo luogo, sono note le posizioni antiromane e pre-secessioniste di Galan, dunque perché il Partito Democratico preferisce allearsi con il PDL anziché provare a batterlo?
In secondo luogo, perche mai ci sarebbe bisogno di un’alleanza anti-legihsta? Al nord qualcuno crede davvero che oramai la Lega voglia dividere l’Italia?
Di conseguenza, in terzo luogo, perché se a sud si minaccia il partito del Sud per ottenere in cambio del nulla di fatto miliardi da Roma (e quindi dal Nord), al contrario la Lega che chiede semplicemente un ribilanciamento dei carichi fiscali a favore del territorio in questo senso più martoriato dovrebbe rappresentare questo grave problema politico o perfino istituzionale?

Forse banalmente l’alleanza è offerta perché si vede più armonia tra PD UDC e PDL che tra lo stesso PDL e la LEGA. Evidentemente l’apertura di Fassino (che al momento riguarda solo in nord) chiarisce molte cose sulle affinità e la comunanza di progetti reali dei principali partiti italiani divisi sempre più spesso non da visioni del mondo ma da feroci battaglie di potere che potrebbero alla fine finire in una “santa alleanza”. E dunque in questo scenario pre-politico che solo Fassino riesce a immaginare, forse proprio il candidato della Lega Luca Zaia rappresenterebbe la vera alternativa alla burocratica ammucchiata PD-PDL per il podere, in una logica per cui la conseguenza naturale sarebbe l’avvicinamento della lega ai partiti della sinistra. Siamo nella fantapolitica, ma tra le due opzioni, non ci sarebbe dubbio da che parte stare.

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